Vita in Terronia – parte I

19 04 2007

Pino, il Terrone Innocente, sta uscendo in retromarcia da un posteggio a lisca di pesce in una zona dove ciò non è previsto; metà auto sul marciapiede, metà sull’asfalto. E’ stato costretto a posteggiare così perché non c’erano altri posti in vicinanza: ne aveva adocchiato uno circa 20 metri prima ma non gli andava farsi tutta quella strada a piedi con questo caldo.
<<da quando il sindaco Cammarata ha fatto allargare i marciapiedi, per la gente è più facile posteggiare.. ecco perché io voterò per lui!>>

Pino sta bene attento alla strada, si accerta che non stia arrivando un auto ed inizia ad uscire in retromarcia.
Ma, nascosto in agguato, stava Gino, il Terrone Frettoloso.
Da lontano Gino nota con occhio attento e allenato che Pino,
il terrone innocente, sta uscendo dal “posteggio” proprio in quel momento, con orrore realizza quanti secondi potrebbe perdere se Pino gli rallentasse la marcia e decide quindi di accelerare fiondandosi a tutta birra verso e oltre l’auto di Pino. Questi non è a conoscenza dei pensieri di Gino e, innocentemente, esce dal posteggio realizzando che dove prima non c’era nulla c’è ora l’auto di Gino, sempre più veloce.
Il Terrone Frettoloso si trova d’improvviso in pericolo e decide saggiamente di accelerare ancora di più accompagnando la sua corsa con strombazzate di clacson. Pino si ferma.

Gino riesce a scansarlo con una brusca manovra, si volta un momento, solo il tempo di gridare qualche ingiuria a Pino che lo ha messo in pericolo, e poi prosegue felice per la sua strada.
A casa sua moglie sta già impiattannu.





Non sparate sul pongista

2 02 2007

Oggi ero in sala d’attesa dal dottore come una persona normale, quasi normale perché per alcuni giorni mi ritrovo guercio.  Normalmente nelle sale d’attesa l’alternativa è o chiacchierare con gli altri o leggere delle squallide riviste tipo “GRAZIA” messe lì dal medico. La scelta di oggi ricadde sul dialogo; io ero quello con la malattia più barocca e sono stato prescelto per le interviste ammazza-tempo.

Dialogando esce fuori che mi rattrista dover abbandonare per un po’ gli allenamenti e non poter giocare sabato pomeriggio. Al che, come ogni volta che intraprendo questo discorso, uno degli uomini mi chiede: <<Ah, che sport fai? Calcio? Calcetto?>>
Smetto di respirare per alcuni secondi cercando di controllarmi mentre il mio cervello preme per farmi gridare. Ma è mai possibile che ogni volta che si parli di sport questi non sanno pensare ad altro che non sia il calcio??
Mi rilasso e dico <<Ping Pong Agonistico>>.
E poi, la solita voce sentita già decine di volte: <<Ah….>>

In Italia, purtroppo, il Ping Pong è considerato un gioco da oratorio, da spiaggia, al più da salagiochi e a nessuno viene in mente che parallelamente possa esistere un vero e proprio sport fatto di tecnica e fatica.
Ed è bruttissimo quando torno dagli allenamenti stanco, sudato, quasi zoppicante sentirmi ridere in faccia da degli stronzi o sentirmi dire “Ping Pong ma che sport è?” “Ma perché ti muovi?“ ”Sudi?“.
In questi casi le mie alternative sono sempre o incazzarmi, o ignorare o invitare gli stronzi ad assistere alle partite..
ma alla fine, che importa? Ad ogni modo per chi fosse interessato, io faccio parte della A.S.D. Tecno Body di Palermo e gioco nel campionato siciliano di serie C2 giorne A.





Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate’

30 01 2007

Oggi sono entrato nel dipartimento di Informatica di Ingegneria; questo mi rende subito una persona non sana di mente.

Sto cercando l’ingegner Tizio, mi avvicino alla porta del laboratorio e leggo gli avvisi prima di entrare. C’è un disegno che raffigura la planimetria delle varie stanze del laboratorio con tutte le scrivanie e l’ingegnere assegnato a quella scrivania. Più sotto c’è un foglio con su scritto queste parole:

(DA LEGGERE PRIMA DI ENTRARE)
Algoritmo per trovare l’ingegnere che state cercando
1.  Entrate
2. Recatevi presso la scrivania dell’Ingegnere che state cercando
3. IF Ingegnere IS “Seduto_Alla_Scrivania
THEN  Lo avete Trovato
4.
ELSE IF Scrivania IS “Con_Il_Computer_Acceso” THEN {
                   4.1   Ingegnere IS “Tornerà_Presto
                   4.2  Aspettatelo
5. ELSE Ingegnere IS NOT “In_Dipartimento

Ecco.. mi si chiede di diventare così.
Ho guardato decine di persone chine un pomeriggio intero su un computer a studiare o sviluppare progetti di cui non riesco a trovare l’utilità nemmeno sforzandomi.
Ho cercato di autoconvincermi che sono argomenti interessanti, che la loro serietà è ammirevole e che non c’è nulla di più bello di un manuale di C++.
Spero che il mio losco piano fallisca.





L’uccisione di Babbo Natale

25 12 2006

Infine anche io ho contratto il virus del 2000: Ho creato un blog. Milioni di persone convinte che in giro per internet vi sia gente con così tanto tempo libero da poterlo perdere leggendo le cazzate che qualcun’altro scrive.
Hanno ragione.
Il mio primo intervento, considerato il giorno in cui scrivo, lo voglio dedicare a tutte quelle mamme sparse per il mondo che oggi hanno ucciso Babbo Natale dalla fantasia dei loro bambini.
BANG!
Mia madre uccise il mio personale Babbo Natale il pomeriggio del 24 dicembre di tanti anni fa.
Lui, Babbo Natale, aveva ogni anno approfittato della nostra cena dai nonni per introdursi di soppiatto in casa nostra nelle prime ore della sera; al ritorno, proprio a mezzanotte, avrei trovato i doni sotto l’Albero. Non mi chiesi mai quale portentoso altruismo lo animasse.
Quel pomeriggio però, mentre io attendevo al primo piano con mio padre per poi andare dai nonni, mia madre rimase sola al secondo piano, nella stanza dell’Albero, nella stanza dove Babbo Natale avrebbe dovuto portarmi i doni a momenti.
Volevo salire anche io lassù, speranzoso di conoscere finalmente l’artefice delle mie gioie natalizie ma mi fu proibito.
Fu in quel momento che capii cosa stava accadendo: Mia Madre stava uccidendo Babbo Natale.
E a mezzanotte, tornando a casa, ne ebbi le prove. Non c’era più odor di muschio e licheni fra i regali, non c’erano impronte di fango vicino l’Albero ed i doni per me erano soltanto pacchi regalo confezionati da mia madre.
Babbo Natale era morto.
Da allora, ogni anno, fu mia madre a mettere i doni per me sotto l’albero. Lei, l’omicida impunita.
Ancora oggi mi chiedo dove abbia nascosto il cadavere…